AGOSTO 2019 PAG. 4 - NEWS DALL'ITALIA



Ferrobonus e sconto traccia tra le priorità di Assofer
Rendere il Ferrobonus una misura strutturale, riconfermare lo sconto traccia, garantendo con trasparenza il ribaltamento a favore della clientela, puntare al “recupero del traffico convenzionale e  del  diffuso,  così  come  quello  delle  merci  pericolose”. Sono le priorità indicate dal presidente di Assofer, Irene Pivetti, nell’ambito di un più ampio dossier sul settore ad opera di Confetra. Per Pivetti rimane strategica anche la questione delle infrastrutture necessarie per l’alimentazione del traffico merci “dove occorre una politica di defiscalizzazione premiale per gli investimenti privati in nuovi raccordi e recupero di quelli già esistenti. Tutte queste misure devono  potersi  concepire  in  un quadro normativo più semplice di quello attuale per consentire al mercato una più efficiente e immediata applicazione”.

Catania ed Augusta sperimentano la sospensione della security fee
L’AdSP del Mare di Sicilia Orientale sospenderà per due anni l’addizionale della tassa di scopo (security fee) realtiva alla remunerazione parziale del costo di spese di security e vigilanza nei porti di Augusta e Catania. L’iniziativa, in via sperimentale, punta ad armonizzare il quadro tariffario tra i due scali e, come sottolineato dallo stesso presidente dell’AdSP, Andrea Annunziata, ad “aggredire i mercati, diminuendo le tasse ed ammodernando le infrastrutture portuali”. “Solo così riusciamo ad essere appetibili per attrarre i grandi player globali”. Annunziata ha annunciato anche lo sviluppo di una politica di marketing incentrata sull’intercettazione dei traffici commerciali provenienti dal Far East. A questo proposito l’ente  ha incontrato una delegazione egiziana guidata dal professor Abdelaziz Konsowa, governatore di Alessandria d’Egitto, con lo scopo di predisporre un progetto di fattibilità in ambito commerciale e turistico che possa interessare i due porti siciliani.

Oltre 15 miliardi in più nell’aggiornamento al programma RFI – MIT 2017-21
Via libera dal CIPE all’aggiornamento 2018-2019 del contratto di programma Investimenti Rfi-Mit 2017-21 che prevede risorse per 15,4 miliardi in più impegnate, in particolar modo, per il recupero del gap infrastrutturale del sud (a cui è destinato circa il 51% delle nuove risorse) e per accelerare di 15 anni l’installazione di tecnologie ERTMS (European Rail Traffic Management System) su tutta la rete (grazie a un investimento di 1,7 miliardi di euro finalizzato all’ammodernamento tecnologico di linee e di impianti ferroviari). “Si punta molto – spiega il MIT – sugli investimenti volti a garantire una connettività “a rete” su tutte le principali direttrici con l’obiettivo di aumentare progressivamente il numero di capoluoghi collegati tra loro in meno di 4 ore e mezzo. In questo senso l’aggiornamento del contratto di programma destina nuove risorse, ad esempio, al completamento della Napoli-Bari (2,1 miliardi) e del nuovo collegamento Palermo – Catania (2,985 miliardi di euro). Si completano le coperture del Terzo Valico dei Giovi sul Corridoio Reno - Alpi e del nodo di Genova (818 milioni) e proseguono le fasi per il completamento della velocizzazione Roma - Pescara (211 milioni), per il potenziamento della linea Gallarate - Rho (500 milioni) e per il quadruplicamento della Pavia - Milano Rogoredo (250 milioni)”. Per lo sviluppo dell’integrazione modale sono poi destinate nuove risorse per 242,12 milioni di euro, per avviare la fase realizzativa del nuovo collegamento della ferrovia con l’aeroporto di Brindisi e per l’ulteriore potenziamento dei collegamenti ai porti di Trieste, Ravenna, Brindisi e Livorno.

Porti di Palermo e Castellammare di Stabia, CIPE stanzia risorse per la messa in sicurezza
Il CIPE ha stanziato complessivamente 99 milioni di euro (risorse FSC 2014-20) per l’aereoporto di Reggio Calabria e la messa in sicurezza delle aree portuali di Palerno e Castellammare di Stabia nell’ambito dell’integrazione al Piano Operativo “Infrastrutture”. Allo scalo siciliano andranno 39 milioni di euro, cifra che si aggiunge ai 104 milioni del PON Infrastrutture e Reti 2014/20, principale strumento di programmazione infrastrutturale del Paese, per i lavori di dragaggio e di infrastrutturazione nei porti di Palermo, Termini Imerese, e agli 81 milioni stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il bacino di carenaggio da 150mila tonnellate di portata lorda di Palermo. Con questo documento, spiega l’AdSP del Mare di Sicilia Occidentale, “si chiude la fase di finanziamento del bacino per la costruzione di grandi navi, riconoscendo la centralità e il ruolo al porto di Palermo all’interno del mercato mondiale delle costruzioni navali ad alta specializzazione”. “Lo stanziamento prevede la messa in sicurezza del bacino di carenaggio e la demolizione del “pennello” che interferisce con l’ingresso/uscita delle navi al bacino da 150mila tpl, e completa i lavori di finitura con la realizzazione di una nuova strada esterna a servizio del Molo Nord e di un piazzale adibito a lavorazioni nell’area limitrofa”.

Altri 250 milioni per il rinnovo della flotta Tpl
Con lo schema di provvediemento predisposto da MIT, Regioni e Comando Generale delle Capitanerie di porto la conferenza Unificata Stato Regioni ha sbloccato 250 milioni – per gli anni 2020-30 – per il rinnovo della flotta delle unità navali adibite ai servizi di trasporto pubblico locale. “L’intervento – spieha una nota del MIT – consentirà di adeguare il parco mezzi destinato al trasporto pubblico locale e regionale, con una particolare attenzione a persone con ridotta mobilità. Al Fondo, istituto presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si potrà accedere direttamente o attraverso società specializzate”. Lo stanziamento di aggiunge ai 260 milioni già investiti per il periodo 2017-2030. Inoltre, “la Puglia e l’Umbria potranno beneficiare – complessivamente – di 450 mila euro per effetto della rinuncia di altre Regioni, mentre l’investimento per la laguna di Venezia - che potrà dotarsi di nuovi mezzi – è di circa 63 milioni di euro”.

Assoporti cambia lo statuto
Assoporti ha avviato il processo di riorganizzazione della sua struttura. Nell’Assemblea degli associati tenutasi alla fine dello scorso Luglio è passata la proposta di modifica dello statuto che “mira a rendere più efficiente  l’attività  al fine di affrontare i numerosi cambiamenti in atto e per assicurare che siano rappresentate tutte le realtà portuali italiane”. In sintesi, la nuova struttura dovrà essere composta dal Presidente che avrà al suo fianco 4 Vice Presidenti rappresentativi delle macro-aree geografiche del Paese, e un Segretario Generale per seguire l’attività amministrativa dell’associazione. “Il nuovo Statuto – sottolinea Assoporti – riflette le indicazioni espresse da tutte le AdSP, ed è il risultato di un’ampia condivisione degli obiettivi. E’ prevista un’attività capillare per l’Associazione che, oltre ad occuparsi di quanto le viene attribuito per legge, dovrà fornire un servizio di supporto importante per il cluster marittimo-portuale”. L’Assemblea è stata anche l’occasione per prendere atto della fine del mandato del Segretario Generale Francesco P. Mariani.

Livorno, piani d’impresa ai raggi X
L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare per la verifica sia dei piani di impresa dei concessionari che dei programmi operativi dei soggetti autorizzati all’esercizio delle operazioni e dei servizi portuali. Il gruppo, che relazionerà trimestralmente o su richiesta dell’Amministrazione, fornirà entro il A30 novembre di ogni anno una relazione per ciascuna impresa, con i risultati della verifica annuale e gli elementi necessari per le determinazioni di competenze del Comitato di Gestione. In particolare, verrà accertata la situazione economica finanziaria; il rispetto dei piani di investimento; il valore del fatturato e delle prestazioni affidate ad altri soggetti; la consistenza e variazione degli organici sia dal punto di vista numerico che degli inquadramenti professionali; l’attuazione dei piani di formazione; il tasso di occupazione delle banchine, le quote di merce movimentata e gli eventuali nuovi traffici acquisiti.

2,5 milioni di euro per la Culmv di Genova
L’AdSP del Mar Ligure Occidentale, dopo aver accertato la compatibilità degli strumenti da attivare rispetto alle normative europee, ha dato il via libera all’erogazione alla Compagnia Unica dei Lavoratori Portuali (Culmv) di Genova di 2,5 milioni per la formazione e il reimpiego dei soci inadatti al lavoro in banchina. Nel dettaglio sono stati destinati 562 mila euro per la formazione effettuata dalla Culmv ai soci nel 2018, un altro milione e mezzo da destinare al reimpiego di 38 soci inabili al lavoro relativi al 2018 e sono stati sbloccati 500 mila euro di formazione relativi al 2017. Via libera anche alla richiesta presentata dal Consorzio Bettolo per l’avvio anticipato dell’operativa di una parte della banchina. Il nuovo terminal, gestito da Msc, completati i lavori di piazzale nella sua metà, lato ponente, sarà operativo tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 garantendo un traffico pari a circa 150mila container e nuove assunzioni.

Appello di Musolino per nuovi standard crociere a livello europeo
Un incontro a Venezia per discutere l’impatto economico e ambientale dell’industria crocieristica e per definire delle linee guida che consentano di adottare un nuovo approccio sostenibile al turismo marittimo. È l’invito contenuto nella lettera aperta che Pino Musolino, presidente dell’AdSP del Mare Adriatico Settentrionale, ha inviato ad alcuni suoi colleghi europei tra cui i vertici dei porti di Palma di Maiorca, Marsigli e Barcellona. Tra i temi affrontati da musolino il difficile equioibrio tra sviluppo economico e sostenibilità ambientale, e “il rilancio dell’occupazione con il mantenimento di una sana relazione con i territori di riferimento”. “Credo sia utile unire le forze e le idee per definire delle linee guida per la crocieristica europea del futuro e anche per sostenere presso le compagnie armatrici la necessità di varare navigli compatibili con le nostre strutture e con l’ambiente, creando finalmente delle “crociere di classe Europa”.