MAGGIO 2018 PAG 32 - NOTIZIE BREVI VIA DELLA SETA



Ferrovia Cina-Europa, debutto americano e partnership DHL-RCG  
Il gruppo logistico statunitense C.H. Robinson attiverà servizi ferroviari tra la Cina e l’Europa mettendo in collegamento nove terminal asiatici con otto città europee. Dalla Cina le partenze avverranno dai terminal di Zhengzhou, Suzhou, Chongqing, Chengdu, Wuhan, Yiwu, Xiamen, Shenzen e Guangzhou e le città europee capolinea dei servizi saranno Malaszewicze in Polonia, Amburgo e Duisburg in Germania, Milano in Italia, Tilburg in Olanda, Lione e Parigi in Francia e Barking nel Regno Unito. “La nuova linea ferroviaria – ha spiegato il presidente Global Forwarding di C.H. Robinson, Mike Short – completa la nostra offerta di trasporto aereo e oceanico, assicurando ai clienti la massima flessibilità. È rivolto a merci che necessitano di tempi di trasporto più rapidi rispetto al trasporto marittimo, con una velocità doppia, e con notevoli risparmi rispetto al trasporto aereo”. Si muovono nella stessa direzione anche DHL-Global Forwarding del gruppo tedesco Deutsche Post e la società ferroviaria merci Rail Cargo Group (RCG) del gruppo ferroviario austriaco ÖBB. le due compagini hanno firmato un Mou per la realizzazione di un network ferroviario intermodale tra l’Austria e la Cina già inaugurata da un primo treno di 600 metri partito lo scorso mese da Chengdu e diretto a Vienna. L’accordo prevede lo sviluppo congiunto di linee alternative agli attuali collegamenti sfruttando l’infrastruttura e l’esperienza acquisita sulla rotta trans-kazaka. L’obiettivo è di abbreviare il tempo di percorrenza tra Cina ed Europa, che attualmente è di 12-14 giorni, arrivando ad un transit time ferroviario di 10 giorni entro il 2020. Inoltre DHL collaborerà fornendo servizi door-to-door inclusi servizi di autotrasporto tra la stazione ferroviaria di Qingbaijiang a Chengdu con altre aree della Cina e tra il Vienna South Freight Centre, il centro multimodale del gruppo ÖBB nei pressi della capitale austriaca, e altre stazioni ferroviarie europee e altre destinazioni finali.

Lagarde, finanziare solo i progetti infrastrutturali necessari 
Una migliore programmazione del tracciato della Nuova via della Seta. Lungo l’asse Cina-Europa andrebbero realizzati solo i collegamenti necessari, realizzati in un ottica di superamento delle lacune infrastrutturali attualmente esistenti. La proposta arriva dal direttore operativo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, ospite della conferenza IMF-PBC sulla Belt and Road Initiative organizzata dalla People’s Bank of China. “In presenza di investimenti su larga scala – questa la posizione della Lagarde – c’è la tentazione di trarre vantaggi presentando progetti che non sono utili a colmare le vere carenze infrastrutturali con il solo scopo di attirare fondi”. Le priorità principali “dovrebbero pertanto essere sia la selezione di progetti indispensabili per risolvere tali carenze sia la loro implementazione nel modo più efficiente”. Un approccio più equilibrato che potrebbe evitare uno dei rischi latenti della strategia cinese. “Se da un lato OBOR può attivare finanziamenti per le infrastrutture che sono assolutamente necessari per le nazioni partner dell’iniziativa, dall’altro può determinare anche un aumento problematico del debito”. Da qui la necessità di un’attenta gestione dei finanziamenti nelle nazioni in cui il debito pubblico è già elevato: “ciò – ha sottolineato – consentirà alla Cina e ai governi partner di evitare di accettare accordi che in futuro potrebbero causare difficoltà finanziarie”.

Un Fondaco 4.0 per inserire Venezia e Marghera in OBOR
In occasione della partecipazione alla fiera Transport Logistic China di Shanghai il presidente dell’AdSP del Mare Adriatico Settentrionale, Pino Musolino, ha lanciato l’iniziativa di un “Fondaco 4.0” per inserire attivamente i porti di Venezia e Porto Marghera nella Nuova Via della Seta. “Da molto tempo sostengo la visione porto-centrica – ha dichiarato Musolino – secondo cui sono il consumo e la produzione ad alimentare il commercio che, a sua volta, sostiene e rafforza la logistica. Ritengo infatti che una strategia di sviluppo portuale orientata all’ipertrofia infrastrutturale fine a se stessa, oltre a non essere sostenibile dal punto di vista ambientale, non produca nemmeno risultati soddisfacenti in termini economici poiché non innesca un automatico aumento dei traffici”. Da qui l’idea di replicare il modello vincente che fece di Venezia la Regina dei Mari. La zona di Rialto infatti era il cuore pulsante del commercio e fu lo sviluppo del commercio a espandere le rotte marittime da un lato e la realizzazione dei “Fondaci” – veri e propri centri riservati ai principali partner commerciali della Serenissima – nell’area realtina. “La via della Seta è una straordinaria opportunità ma è necessario interloquire pazientemente con la Cina e con gli altri Paesi interessati dalla strategia del colosso asiatico facendo pesare la qualità produttiva e manifatturiera europea (italiana in primis), le potenzialità di innovazione logistica basata anche sulla digitalizzazione, l’accrescimento del know-how tecnologico nel settore dei trasporti”, ha sottolineato Musolino. “E tutto questo, non per ottenere finanziamenti ma accordi di natura commerciali; non per elemosinare facili accessi a strumenti finanziari ma per sviluppare e ottimizzare le nostre catene logistiche; non per chiudere i mercati ma per aprirli a condizioni di reciprocità”.