Marzo 2018 Pag.62 - Dazi, l’impatto sull’industria della nautica da diporto



Il risultato fu una perdita di 200.000 impieghi negli Stati Uniti nell’industria dell’acciaio e nelle filiere connesse. Aver incluso la nautica da diporto fra i prodotti a rischio dazio in UE non tutelerà comunque l’industria europea e colpirà ulteriormente i produttori statunitensi di imbarcazioni:
- L’Unione Europea è il secondo partner commerciale per i produttori di imbarcazioni statunitensi.
Nel 2016 sono state esportate dagli Stati Uniti verso il mercato europeo imbarcazioni per un valore di 217,4 milioni di dollari e motori per un valore di 148,3 milioni di dollari, rappresentando il 18,4% delle esportazioni totali di settore degli Stati Uniti.
- Una quota compresa fra il 12 e il 30% del prezzo al dettaglio in UE di un’imbarcazione proveniente dagli USA è necessaria per i servizi di immissione sul mercato (marketing, distribuzione, adattamento degli equipaggiamenti alle necessità locali, trasporto, autorizzazioni e commissioni d’agenzia), cifre che contribuiscono direttamente all’economia dei Paesi membri dell’Unione Europea.
- Considerata la segmentazione del mercato, non tutte le imbarcazioni statunitensi vendute in
Europa potrebbero essere facilmente sostituite da unità prodotte nell’Unione Europea, o recuperabili all’interno dell’attuale capacità produttiva dei cantieri europei (lo sviluppo, la lavorazione e la creazione di stampi per nuovi modelli di imbarcazioni necessita di almeno un anno).
Se Proteggere il mercato europeo attraverso misure di salvaguardia appare oggi un obiettivo improbabile da raggiungere, la decisione del Presidente Trump di imporre dazi su acciaio e alluminio avrà sicuramente un impatto sull’industria nautica europea. Tutto ciò comprometterà la recente ripresa di un settore industriale che è stato gravemente danneggiato dalla crisi economica del 2008/2009, ma che ancora contribuisce in maniera significativa all’economia europea, impiegando più di 280.000 persone.
Si avrà inoltre un impatto severo anche sull’economia statunitense, che determinerà costi più alti per l’alluminio - quale materia prima strategica per la costruzione di imbarcazioni - e ridurrà la competitività globale degli Stati Uniti, qualora le unità da diporto dovessero essere inserite nella lista dei dazi di ritorsione.
In passato abbiamo già sottoscritto l’idea che una crescita economica vantaggiosa per entrambe le parti si possa ottenere attraverso l’eliminazione dei dazi, procedure di certificazione semplificate e standard armonizzati a livello internazionale. Rinnoviamo la nostra convinzione che una collaborazione ragionevole e bilanciata tra gli USA e l’Unione Europea, che non minacci la crescita, il lavoro e l’innovazione, sia l’unica soluzione sostenibile per il futuro”.

Riccardo Russo