feb 2018 pag 20 - Inrail, crescita fatturato a ritmi sostenuti





Guido Porta guarda il mondo del trasporto merci e dell’intermodalità da una posizione privilegiata. Presidente e Ceo di Inrail, impresa privata con sede amministrativa a Genova, è immerso in un ecosistema più complesso. “Un Gruppo – conferma – che copre attraverso una serie di società fortemente specializzate un’ampia gamma di servizi ferroviari e logistici”. Dalle manovre su ferro, con Fuorimuro nel porto di Genova e TS – Traction&Service in Nord Italia, alla formazione del personale, con il centro Seform, dallo sviluppo di servizi logistici innovativi, con I.Log, al “door to door”, con Metrocargo Italia. “Circa un anno fa si è aggiunta alla lista anche Locoitalia: di fatto la prima RoSCo italiana attiva nell’acquisizione e nel successivo noleggio di materiale rotabile, con una flotta di due locomotori da trazione e otto da manovra destinata presto a crescere. Relativamente alla parte ferroviaria – continua – la realtà più grande, con un fatturato di circa 30 milioni, è costituita invece da Inrail, nata nel 2009 dalla rimodulazione dell’attività di manovra nel porto di Genova”.
In quale segmento merceologico si è specializzata Inrail?
Una grossa fetta di traffico è costituita dai cereali che arrivano dall’Est Europa e dalla Francia; poi rottami ferrosi, prodotti siderurgici finiti, auto e materie prime. Copriamo tutta la penisola fino a Nola e Marcianise attraverso partnership con realtà italiane e internazionali. Superata la crisi del periodo 2011-14 movimentazione e fatturato sono ripresi a crescere con buoni ritmi. Il bilancio 2017 ha registrato utili per 1,3 milioni. I dipendenti, fra macchinisti e verificatori, sono una quarantina. In più stiamo formando un’altra ventina di unità grazie a Seform.       
Quali sono le maggiori criticità del settore?
In termini tecnici paghiamo sostanzialmente le velocità medie troppo basse (55 Km/h, ndr) dovute a fattori come gli intervalli manutentivi sulla rete e i ritardi che non dipendono certo dalle società. Il limite maggiore è costituito però dalla composizione dei treni, troppo corti e perciò poco performanti rispetto alla concorrenza che arriva dall’autotrasporto.
Gli incentivi previsti dalla “cura del ferro” stanno funzionando?
Lo sconto pedaggio ha avuto un impatto molto positivo per le imprese di trazione. In particolare, ci ha permesso di concentrare gli investimenti: l’acquisto delle tre locomotive che abbiamo effettuato nel secondo semestre 2017, altrimenti, sarebbe stato distribuito su un periodo più ampio. Per il “ferrobonus” invece bisognerà verificare gli effetti a medio termine. Complessivamente lo sforzo da parte del MIT è riuscito ad innescare un cambio di tendenza e si sta traducendo in una maggiore competitività per tutto il sistema.
Come intervenire per sviluppare ulteriormente l’intermodalità?
Gli aspetti da migliorare sono sia di tipo tecnico sia culturale. Si pensi, su quest’ultimo punto, alla differenza che si riscontra nel caricare un treno tra i porti di Genova e La Spezia: nel primo gli operatori lo considerano un costo troppo alto da affrontare, poiché come minimo la lunghezza dei convogli andrebbe raddoppiata, nell’altro, grazie alla sua specializzazione storica, si tratta della soluzione più coerente per spostare la merce. Essenziale per il futuro resterà l’impatto degli incentivi che però dovranno essere rimodulati rispetto alla crescita dei volumi per non perdere il loro impatto positivo. Per il resto andrebbe sviluppata una rete merci diffusa, sulla falsariga di quella passeggeri, lungo le direttrici est – ovest e nord – sud della penisola: un’offerta più capillare riuscirebbe infatti a soddisfare la domanda insoddisfatta sulle medie distanze; fermo restando la necessità di non fermarsi agli interporti prealpini per puntare ai collegamenti internazionali di lunga percorrenza.       
E-commerce, come affrontate la sfida?
A livello di gruppo abbiamo lanciato un’iniziativa, Orto in Casa, dalla forte componente logistica. Attraverso una app si permette di comprare frutta e verdura prodotta nell’area di Udine con servizio di consegna a casa. In controtendenza con il fenomeno del “tutto compreso”, tipico di questo canale di vendita, ci proponiamo come intermediari del solo processo di trasporto, abbattendo tutti i costi parassiti.

Giovanni Grande